martedì 29 aprile 2014

Bonus Irpef: prime istruzioni operative

A pochi giorni dall'elaborazione dei primi cedolini post bonus IRPEF arrivano le prime istruzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate.


La circolare sul bonus IRPEF dell'Agenzia dell'entrate


Bonus Irpes per i lavoratori

photo credit: JD Hancock


L'agenzia delle Entrate ha diramato la circolare n. 8 in cui traccia alcuni punti salienti del nuovo bonus IRPEF riepilogando i soggetti beneficiari, gli obblighi dei sostituti e dei lavoratori.


Di seguito alcuni punti salienti del nuovo bonus IRPEF:



  • Per usufruire del bonus è necessario che l'imposta lorda al netto delle sole detrazioni di lavoro dipendente sia maggiore di zero;

  • che il reddito per il periodo di imposta 2014 non sia superiore ai 26.000 euro;

  • Il credito deve essere riconosciuto in via automatica dal datore di lavoro senza alcuna richiesta da parte dei lavoratori utilizzando i dati reddituali previsionali in suo possesso;

  • Il credito va erogato dalle retribuzioni corrisposte nel mese di maggio

  • Gli importi del bonus vanno compensati prima con le imposte (comprese le addizionali) e, in caso di incampienza, con i contributi previdenziali

  • Il lavoratore che abbia un reddito complessivo superiore ai 26.000 euro al netto dell'abitazione principale deve chiedere al datore di lavoro di non usufruire del bonus o restituirlo nella prossima dichiarazione dei redditi


Di seguito il teso della circolare ma prima un utile link ad un simulatore del Bonus IRPEF disponibile sul sole 24 ore.







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domenica 27 aprile 2014

Archiviazione documentale di mappe e cartografie in Cloud

Molte aziende e studi professionali di architetti, ingegneri o geometri necessitano di strumenti atti a raccogliere dati e in grado di sintetizzarli per una maggiore fruibilità.


Il software Catasto per l’archiviazione documentale di mappe


Archiviazione documentale mappe

photo credit: Dunechaser


Per esempio, archivi come il catasto coinvolgono un numero infinito di mappe, documenti e atti che indicano i beni immobili presenti sul territorio: la loro consultazione potrebbe diventare difficoltosa se non si possiedono gli strumenti giusti.


Ora, grazie all'avvento di internet prima e del web 2.0 poi, la consultazione del catasto è possibile effettuarla anche online. Gli enti territoriali e gli studi professionali non sono più costretti a soccombere sotto quintali di carte, adesso tutti i dati catastali si possono raccogliere in un unico software cloud attraverso un processo di archiviazione documentale e di catalogazione dei dati.


La ricerca tramite il software catasto è estremamente veloce e facile e permette alle aziende di risparmiare tempo e denaro consentendo di archiviare sul web dati e agevolare la ricerca degli stessi.



Archiviazione documentale: come funziona


In dettaglio, i sistemi di archiviazione, conservazione e consultazione dei dati catastali usano il sistema di georeferenziazione dei fogli, che incrociano i dati di urbanistica informatizzati e le tavole grafiche, collegate a loro volta ai dati cartografici.


Le aziende che devono gestire dati catastali, quali studi di geometri possono impiegare strumenti che utilizzano modalità particolari di vettorializzazione e che agevolano i collegamenti tra le mappe e i dati catastali. Tali metodi permettono di aggirare l'ostacolo della carta e di informatizzare tutti i dati dipendenti dall'urbanistica.


Molto spesso la teoria è più complicata della pratica, di conseguenza la spiegazione del funzionamento di un software non è semplice, ma certamente il risultato è toccabile con mano, perché le mappe diventano fruibili, accessibili ed utilizzabili da tutti. In questo modo, i dati catastali diventano di facile consultazione per tutti e il risparmio di tempo coinvolge non solo i titolari di aziende e dipendenti di uffici ed enti comunali e territoriali, ma anche di coloro che per un motivo o per un altro necessitano dei dati catastali.






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mercoledì 23 aprile 2014

Connessioni internet super veloci per le aziende: offerte a confronto

In momenti di difficoltà economica come quello che il nostro Paese sta vivendo negli ultimi anni, anche per le aziende è fondamentale risparmiare sulle cose anche più minute: confrontare le tariffe di Telecom Italia, Fastweb o Vodafone, scegliendo poi il piano tariffario più vantaggioso, può permettere di risparmiare sulla connessione internet, una riduzione delle spese che magari non salverà un’azienda dal collasso finanziario ma sicuramente potrà portare dei benefici, anche se piccoli.


Connessioni internet per risparmiare sulle spese telefonice aziendali


Connessioni Internet per aziende: una panoramica


Proprio in quest’ottica abbiamo deciso, nell’articolo odierno, di segnalare al lettore le tariffe di connessione internet più convenienti (escludendo quindi telefonate a fissi e cellulari), confrontando i maggiori fornitori di servizi sul mercato. In più, abbiamo voluto andare incontro a quelle aziende che hanno la necessità di trovare una connessione adsl più veloce. I parametri scelti per il confronto, infatti, riguardano le connessioni internet super veloci, dedicate a aziende o partite IVA a meno di 40 euro al mese.


Per il confronto abbiamo utilizzato il comparatore di tariffe SuperMoney che, gratuitamente, selezionerà in base ai parametri selezionati le offerte più vantaggiose. Bastano pochi secondi e il sistema fornisce l’elenco dettagliato dei piani tariffari già ordinati in base al prezzo. Tra le connessioni internet super veloci per le aziende la più conveniente è la tariffa “Business Class” di Fastweb, seguita a breve distanza da “Tutto Fibra Plus” di Telecom Italia.


Fastweb con “Business Class” offre al cliente con partita IVA o all’azienda interessata a una connessione internet superveloce, tramite fibra ottica, con una velocità fino a 100 Mb al secondo in download e 10 Mb al secondo in upload, al prezzo complessivo mensile di 25 euro. È opportuno ricordare che, tuttavia, sono pochissime le zone in Italia che hanno una copertura tale da consentire di raggiungere queste velocità.


In ogni caso sarà sempre garantita una velocità di almeno 20 Mb: se avete dubbi che la connessione internet non rispetti la velocità promessa dal contratto potete segnalare la cosa alla compagnia, dimostrando la velocità di connessione tramite il Misura Internet di Agcom. Se il problema dovesse persistere il cliente ha addirittura facoltà di rescindere il contratto.


La seconda offerta di connessione internet super veloce, sempre tramite fibra ottica, è quella di Telecom Italia, denominata “TuttoFibra Plus”. Pagando una quota mensile di 35 euro si potrà navigare a una velocità fino a 100 Mb al secondo in download e 10 Mb al secondo in upload. Il discorso fatto precedentemente su Fastweb vale allo stesso modo anche per Telecom Italia: le possibilità reali di raggiungere queste velocità, anche con la fibra, sono veramente basse; una velocità minima, superiore a una connessione internet adsl canonica, sarà comunque garantita dal contratto.


Entrambi questi piani tariffari riguardano solo la connessione a internet super veloce e non comprendono anche telefonate a fissi o mobili incluse nella tariffa. Per tutte le informazioni e i dettagli aggiuntivi vi consigliamo di visionare attentamente il foglio informativo presente sul sito di Fastweb e Telecom Italia, prima di sottoscrivere qualunque contratto con le compagnie telefoniche.






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martedì 22 aprile 2014

Jobs act: tempo determinato e apprendistato

Con il decreto legge 34/2014 sono entrate in vigore le prime novità del jobs act di Matteo Renzi. Il governo Renzi parte da tempo determinato e apprendistato per dare slancio al mercato del lavoro cercando di potenziare gli istituti che hanno retto durante la crisi.


Jobs act: tempo determinato e apprendistato

photo credit: UGArdener


In attesa di chiarimenti sul bonus da 1000 euro promesso dal governo per i lavoratori dipendenti vediamo cosa cambia per il tempo determinato e per l’apprendistato.


Il contratto a tempo determina dopo il jobs act


Le nuove regole in materia di contratto di lavoro a tempo determinato sono in vigore dal 21/3 e mirano a garantire maggiore flessibilità. Il punto cruciale consiste nell’eliminazione dell’obbligo di motivare l’apposizione del termine ai contratti. Il secondo elemento è rappresentato dalla possibilità di effettuare 8 proroghe in 36 mesi.


I consulenti del lavoro hanno accolto positivamente la scelta del governo perché i lavoratori potranno inserirsi nel processo produttivo consentendo all’azienda di valutare la trasformazione a tempo indeterminato.


Il terzo punto del Jobs act relativo ai contratti a tempo determinato è rappresentato dal limite del 20% dei lavoratori in forza all’azienda con la possibilità di assumere un tempo determinato per le aziende che occupano meno di 5 dipendenti. Sul punto la circolare ha però evidenziato che al momento prevalgono le diverse quote stabilite dai CCNL.


La riforma intervenuta per decreto, non riguarda i contratti a tempo determinato già in essere al 21 marzo che resteranno soggetti alla previgente normativa.


La Dpl Modena ha provveduto ad aggiornare le modifiche al decreto legislativo 368/2001 alla luce delle modifiche introdotte dal jobs act


Jobs act e incertezza per l’apprendistato


Mentre per il tempo determinato appaiono chiari gli obiettivi del governo Renzi, restano dubbi per l’apprendistato la cui disciplina normativa sembra vaga e merita ulteriori chiarimenti. Tema del dibattito resta la formazione pubblica sospesa tra una facoltà concessa alle impresa (minori vincoli) ed un rimando alle discipline regionali. In attesa di conversione del decreto si attendono chiarimenti sia normativi che operativi.


La circolare della fondazione studi sul job act e le novità per lavoro a tempo determinato e apprendistato.






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domenica 6 aprile 2014

Soluzione Cloud per Anatocismo e Usura Bancaria

Spesso definiti come consulenti fiscali, i Dottori Commercialisti in realtà sono molto più che semplici contabili. Si tratta infatti di figure professionali dalle molteplici competenze; economiche, fiscali, finanziarie, tributarie e manageriali ed il loro compito sempre più spesso è quello di assistere i propri clienti anche da un punto di vista legale. Il riferimento va soprattutto ai numerosi casi di anatocismo e usura bancaria che, specie con l'avvento della crisi, sono emersi con tutte le loro complicanze e storture.


Anatocismo e usura: soluzione cloud per analisi conto corrente

photo credit: kenteegardin


Sulla base di una situazione che ha profondamente colpito gli italiani, i Dottori Commercialisti hanno quindi approfondito ulteriormente le proprie competenze al fine di accertare la presenza di anomalie all'interno dei contratti di mutui, leasing e finanziamenti .


Tuttavia, l'oggettiva complessità dei calcoli iniziali e la successiva stesura di un elaborato peritale valido per l'eventuale prosecuzione in giudizio, nel più dei casi hanno spinto i Dottori Commercialisti a richiedere il supporto di una consulenza bancaria esterna al fine di ottenere, per conto dei correntisti, il risarcimento delle somme indebitamente versate agli istituti di credito.


Software su Anatocismo e Usura - Il nuovo alleato dei Dottori Commercialisti


Se fino a qualche tempo fa per l'analisi bancaria era quasi inevitabile la collaborazione dei Dottori Commercialisti con gli esperti legali e con i consulenti bancari, oggi le cose sono finalmente cambiate e i casi di illegittimità bancaria possono essere gestiti in assoluta autonomia.


Ciò è possibile grazie ad un innovativo Software per anatocismo e usura bancaria che in pochi mesi ha stravolto positivamente il modo di lavorare dei professionisti, che siano essi Dottori Commercialisti, Avvocati, Consulenti Tecnici d'Ufficio e Consulenti Tecnici di Parte. L'applicativo in questione si chiama MELA Cesynt ed è il frutto di anni ed anni di esperienza da parte di Cesynt Advanced Solutions, società leader nell'ambito della consulenza bancaria, finanziaria e manageriale.



Il Software per Anatocismo e Usura si distingue nettamente dagli altri programmi presenti in commercio per le sue innumerevoli funzioni come il calcolo del piano di ammortamento, il calcolo del Taeg, la comparazione degli indici Euribor, la redazione automatica di un elaborato peritale riproducibile in giudizio ed il salvataggio dei dati in un archivio storico personalizzato, tanto per citarne alcune.


Inoltre, a riprova della sua valenza come concreto aiuto per i professionisti, MELA è disponibile in versione gratuita oltre che nella versione a pagamento sul sito www.melacesynt.it ... un motivo in più per provare il Software ed apprezzarne tutte le sue capacità.






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martedì 1 aprile 2014

Aprire un conto paypal per il business

Siete commercianti e volete ricevere ed effettuare pagamenti online? Ecco come aprire un conto PayPal per il business e associarvi i dati della carta di credito.


Conto paypal


Come i consumatori di tutto il mondo ormai ben sanno, il pagamento in forma elettronica è andato a semplificare notevolmente processi d’acquisto: è possibile per chi acquista infatti scegliere tra i prodotti Visa e di altri operatori del settore e assicurarsi un’esperienza d’acquisto sicuramente meno stressante e più rapida.


I vantaggi non sono però solo per i consumatori finali, ma anche per i commercianti che attraverso una carta di credito aziendale possono facilmente pagare fornitori senza spendere tempo inutile: anche per i protagonisti del business allora è importante trovare la carta di credito migliore, a patto di scegliere bene in base alle proprie esigenze.


Paypal con carta di credito


Uno dei bisogni cui può andare incontro la scelta di una carta di credito può ad esempio essere l’apertura di un conto PayPal, il sistema di pagamento elettronico che può essere attivato sia da un consumatore che da un’azienda che possiede un indirizzo e-mail.


Attivando un conto PayPal chi acquista potrà effettuare pagamenti in modo assolutamente conveniente, dal momento che non sono previste commissioni da applicare alle transazioni in uscita.


Diverso il discorso per i pagamenti in entrata, e quindi per chi vende: in questo caso infatti la commissione per il denaro che entra nel conto sarà pari a 0,35 euro a transazione, in più verrà applicata una percentuale sulla somma che è stata versata, che può variare dall’1,8% al 3,4%. Una volta poi che si sarà ricevuto l’importo pattuito con il cliente che ha acquistato, si potranno trasferire i soldi su un conto corrente.


Paypal per chi vende


Per chi vende poi è prevista una tutela particolare: PayPal infatti prevede una garanzia per il denaro perso a seguito di oggetti che non vengono ricevuti e per falsi pagamenti. Senza contare che si tratta di un metodo di pagamento semplice da effettuare anche con lo smartphone, quindi per le aziende si tratta di un modo ulteriore per avvicinarsi a un consumatore in perenne movimento.


Insomma, soprattutto per chi opera online, PayPal è una risorsa da tenere in piena considerazione: ecco qui allora pochi semplici passi da seguire per aprire un conto e associarvi la carta di credito aziendale.


Innanzitutto, non si può aprire un conto PayPal personale se ci servirà per vendere beni e servizi, dal momento che tutti i nostri movimenti saranno soggetti a fatturazione: bisognerà allora accedere alla sezione “PayPal account per commercianti” e registrarsi lì.


A quel punto si apriranno due opzioni tra cui scegliere in base alle caratteristiche della nostra attività: se siamo dei privati PayPal mette a disposizione un account “Premier”, in grado di permetterci di comprare e vendere. Se invece siamo titolari di partita IVA, bisognerà aprire un account “Business”.


A questo punto, bisognerà cliccare su “Introduzione” nel campo in cui desideriamo registrarci: in questo modo potremo inserire subito tutti i dati richiesti con particolare attenzione all’indirizzo e-mail. Per poter scambiare pagamenti attraverso questo sistema infatti sarà necessario avere un indirizzo e-mail funzionante e attivo. Una volta inseriti tutti i dati necessari all’attivazione del conto, basterà entrare nella casella di posta elettronica e confermare la registrazione a PayPal, cliccando sul link apposito arrivato via mail.






via Codice Azienda http://ift.tt/1gZkVhq

Aprire un contro paypal per il business

Siete commercianti e volete ricevere ed effettuare pagamenti online? Ecco come aprire un conto PayPal per il business e associarvi i dati della carta di credito.


Conto paypal


Come i consumatori di tutto il mondo ormai ben sanno, il pagamento in forma elettronica è andato a semplificare notevolmente processi d’acquisto: è possibile per chi acquista infatti scegliere tra i prodotti Visa e di altri operatori del settore e assicurarsi un’esperienza d’acquisto sicuramente meno stressante e più rapida.


I vantaggi non sono però solo per i consumatori finali, ma anche per i commercianti che attraverso una carta di credito aziendale possono facilmente pagare fornitori senza spendere tempo inutile: anche per i protagonisti del business allora è importante trovare la carta di credito migliore, a patto di scegliere bene in base alle proprie esigenze.


Paypal con carta di credito


Uno dei bisogni cui può andare incontro la scelta di una carta di credito può ad esempio essere l’apertura di un conto PayPal, il sistema di pagamento elettronico che può essere attivato sia da un consumatore che da un’azienda che possiede un indirizzo e-mail.


Attivando un conto PayPal chi acquista potrà effettuare pagamenti in modo assolutamente conveniente, dal momento che non sono previste commissioni da applicare alle transazioni in uscita.


Diverso il discorso per i pagamenti in entrata, e quindi per chi vende: in questo caso infatti la commissione per il denaro che entra nel conto sarà pari a 0,35 euro a transazione, in più verrà applicata una percentuale sulla somma che è stata versata, che può variare dall’1,8% al 3,4%. Una volta poi che si sarà ricevuto l’importo pattuito con il cliente che ha acquistato, si potranno trasferire i soldi su un conto corrente.


Paypal per chi vende


Per chi vende poi è prevista una tutela particolare: PayPal infatti prevede una garanzia per il denaro perso a seguito di oggetti che non vengono ricevuti e per falsi pagamenti. Senza contare che si tratta di un metodo di pagamento semplice da effettuare anche con lo smartphone, quindi per le aziende si tratta di un modo ulteriore per avvicinarsi a un consumatore in perenne movimento.


Insomma, soprattutto per chi opera online, PayPal è una risorsa da tenere in piena considerazione: ecco qui allora pochi semplici passi da seguire per aprire un conto e associarvi la carta di credito aziendale.


Innanzitutto, non si può aprire un conto PayPal personale se ci servirà per vendere beni e servizi, dal momento che tutti i nostri movimenti saranno soggetti a fatturazione: bisognerà allora accedere alla sezione “PayPal account per commercianti” e registrarsi lì.


A quel punto si apriranno due opzioni tra cui scegliere in base alle caratteristiche della nostra attività: se siamo dei privati PayPal mette a disposizione un account “Premier”, in grado di permetterci di comprare e vendere. Se invece siamo titolari di partita IVA, bisognerà aprire un account “Business”.


A questo punto, bisognerà cliccare su “Introduzione” nel campo in cui desideriamo registrarci: in questo modo potremo inserire subito tutti i dati richiesti con particolare attenzione all’indirizzo e-mail. Per poter scambiare pagamenti attraverso questo sistema infatti sarà necessario avere un indirizzo e-mail funzionante e attivo. Una volta inseriti tutti i dati necessari all’attivazione del conto, basterà entrare nella casella di posta elettronica e confermare la registrazione a PayPal, cliccando sul link apposito arrivato via mail.






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