mercoledì 28 maggio 2014

Factoring e cessione dei crediti per finanziare le imprese

Con un contratto di factoring le aziende cedono i propri crediti a una società specializzata che si occupa di incassarli: Il factoring diventa a tutti gli effetti una forma di finanziamento alle imprese.


Factoring come fonte di fianziamento


La crisi economica spesso si traduce in una crisi prettamente di liquidità per tante aziende, soprattutto medie e piccole: molti gli imprenditori devono cercare prestiti vantaggiosi tra i prodotti degli istituti di credito per gestire la propria attività.


Factoring come alternativa


Oltre alle traduzionali fonti di finanziamento, le aziende possono accedere a moltissime forme di erogazione alternativa del credito. Lo strumento del factoring ad esempio rappresenta una speciale forma di finanziamento alle imprese che ha vissuto negli ultimi anni una grande crescita, tanto che nel 1988 è sorta l'Assifact, l'Associazione Italiana per il Factoring.


Assifact: come funziona


In poche parole, esistono società specializzate in factoring che finanziano le imprese con risorse economiche immediate in cambio della cessione dei crediti futuri da parte di esse. L'azienda, praticamente, riceve un finanziamento immediato in cambio di una parte del credito che maturerà in futuro.


Nel momento in cui un'azienda stipula un contratto di factoring, il factor si impegna a farsi carico della gestione e dell'mministrazione dei crediti presenti e futuri dell'azienda stessa: contabilizzazione, riscossione dei crediti, eccetera. L'impresa, a sua volta, può chiedere un'anticipazione dei crediti in modo da disporre di una sorta di finanziamento che la società di factoring sconterà dai crediti.


I tipi di contratti di factoring


Per ricevere i servizi della società di factoring, l'imprenditore cedente dovrà corrispondevi una commissione e possono esservi due tipi di contratto: pro soluto e pro solvendo.


La prima clausola prevede che la società di factoring si faccia carico del rischio di insolvenza da parte del debitore, pertanto non potrà chiedere all'impresa la restituzione dei finanziamenti anticipati. Nel caso di clausola pro solvendo è il cliente che si assumerà il rischio di insolvenza. I vantaggi di questa forma di finanziamento sono tanti, da vedere soprattutto in relazione al tipo di servizi offerto dalle società di factoring. Prima di tutto, infatti, l'azienda ha a disposizione tutta la liquidità di cui ha bisogno senza dover attendere i lunghi tempi bancari. Inoltre, affidando a una società specializzata l'amministrazione del credito riuscirà ad ottimizzare i flussi di cassa e una diminuzione dei rischi connessi a mancato pagamento e costi amministrativi del portafoglio crediti.


In questo modo l'azienda può concentrarsi solo ed esclusivamente sulla propria attività affidando a terzi le esigenze gestionali, finanziarie e assicurative. Dal punto di vista legislativo, il factoring è considerato un contratto atipico, ma la sua pratica è stata oggetto di continue regolamentazioni a partire dal 1991. In ogni caso, negli ultimi anni l'attività regolamentare, direttamente e non, è aumentata e la Banca d'Italia gestisce un albo delle società che praticano la cessione dei crediti di impresa.






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domenica 18 maggio 2014

Conservazione sostitutiva: richiesta di accreditamento

La conservazione sostitutiva rappresenta un fattore determinante per il miglioramento dell'efficienza e della produttività per le imprese e gli enti. L'AGID (Agenzia per l'Italia Digitale) ha raccolto nella circolare 65/2014 le istruzioni per Imprese, professionisti e PA che effettuano il servizio di conservazione elettronica dei documenti, sostituendo ed abrogando la precedente circolare di DigitPa n. 59 del 2011.


Conservazione sostitutiva

photo credit: quinn.anya


Vengono riviste le modalità per l'accreditamento e per la vigilanza dei soggetti che intendono conseguire i riconoscimenti più elevati in termini di qualità e sicurezza iscrivendosi all'apposito elenco, secondo quanto previsto dall'articolo 44-bis del Codice dell'Amministrazione Digitale, e certificando di fatto la conformità dei processi di conservazione realizzati ed adottati.


Requisiti per la conservazione sostitutiva


La circolare richiama i requisiti che gli interessati all'accreditamento devono possedere:



  1. dimostrare l'affidabilità organizzativa, tecnica e finanziaria necessaria per svolgere l’attività di

  2. utilizzare personale dotato delle conoscenze specifiche, dell'esperienza e delle competenze necessarie per i servizi forniti: in particolare della competenza a livello gestionale, della conoscenza specifica nel settore della gestione documentale e conservazione documenti informatici

  3. applicare procedure e metodi amministrativi e di gestione adeguati

  4. utilizzare sistemi affidabili e sicuri di conservazione di documenti informatici realizzati e gestiti in conformità alle disposizioni e ai criteri, standard e specifiche tecniche di sicurezza e di interoperabilità contenute nelle regole tecniche previste dal CAD;

  5. adottare adeguate misure di protezione dei documenti idonee a garantire la riservatezza, l’autenticità, l’immodificabilità, l'integrità e la fruibilità dei documenti informatici oggetto di conservazione, come descritte nel manuale di conservazione, parte integrante del contratto/convenzione di servizio.



Il conservatore, se soggetto privato, in aggiunta a quanto previsto dai precedenti punti, deve inoltre:



  1. avere forma giuridica di società di capitali e un capitale sociale di almeno 200.000 Euro;

  2. garantire il possesso, oltre che da parte dei rappresentanti legali, anche da parte dei soggetti preposti alla amministrazione e da parte dei componenti degli organi preposti al controllo, dei requisiti di onorabilità richiesti ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso banche ai sensi dell'articolo 26 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 recante “Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia”.


La certificazione per la conservazione sostitutiva


La documentazione tecnica da inoltrare, a cui è dedicata una apposita sezione per la conservazione sostitutiva sul sito dell'agenzia per l'Italia digitale, prevede la presenza della certificazione ISO 27001:2013 per il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni rilasciato da un ente di certificazione accreditato. Durante la fase transitoria che termina il prossimo 1 ottobre 2015 restano valide le certificazioni 27001:2005 già rilasciate. Per coloro che hanno già presentato domanda di accreditamento sarà necessario integrare la documentazione entro il 10 ottobre 2014.


Qui di seguito il testo della circolare dell'Agenzia sulla richiesta di accreditamento per la Conservazione sostitutiva.







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martedì 13 maggio 2014

Mutuo aziendale: caratteristiche

Come le famiglie anche le aziende possono accendere un mutuo per acquistare immobili o macchinari: in questo post cercheremo di analizzare le caratteristiche di un mutuo aziendale.


mutuo aziendale: panoramica


Per risparmiare sulle rate mensili e sulle spese di intermediazione si possono confrontare i mutui online focalizzandosi sui mutui aziendali.


Il mutuo aziendale: tipologie


Come noto esistono diverse tipologie di mutuo aziendale sul mercato: forse la forma più diffusa è quella del mutuo ipotecario per il quale la garanzia è rappresentata dall’ipoteca sull’immobile o sul bene acquistato. Per le aziende è possibile pensare ad un mutuo aziendale per investire in impianti o macchinari. L’importante è scegliere il prodotto più adatto alle proprie esigenze e verificare qual è la soglia d'usura dei tassi d'interesse in vigore. Nella maggior parte dei casi il mutuo aziendale si stipula per gli investimenti aziendali in impianti e macchinari oppure l’acquisto di uno spazio o di uffici in cui svolgere la propria attività.


Il mutuo dedicato alle imprese è di fatto un finanziamento a medio-lungo termine con durata massima pari a 10-15 anni che può essere erogato anche a lavori già iniziati. Così come per i mutui dedicati alle famiglie anche quelli per le imprese variano a seconda della modalità di pagamento o della tipologia del tasso d’interesse.


Quando si accende un mutuo aziendale, quindi, bisognerà scegliere in sostanza fra tasso fisso e tasso variabile: il tasso fisso mantiene costanti le rate di pagamento, ma è in genere più alto; il tasso variabile fa cambiare l’importo delle rate a seconda delle condizioni di mercato, ma può avere percentuali più basse. In questo secondo caso è possibile scegliere fra indice di variazione Bce o Euribor che sono i punti di riferimento che le banche utilizzano per applicare i tassi d’interesse.


Importante quando si vuole accendere un mutuo è anche determinare il periodo di rimborso o piano di ammortamento: è bene infatti stabilire entro quanto tempo si dovrà restituire il denaro e con quali modalità. Per le famiglie la tipologia di pagamento più diffusa è quella delle rate mensili, ma le aziende possono declinare il rimborso in base alle proprie esigenze. Ad esempio un’impresa che opera su un periodo stagionale può concordare il pagamento su base annuale o semestrale.


Un altro particolare tipo di mutuo è quello edilizio a S.A.L. (Stato Avanzamento Lavori). Questo finanziamento serve per la costruzione o la ristrutturazione di un immobile ed è vincolato a un’ipoteca da parte della banca. In alternativa esistono anche i mutui chirografari che sono erogati senza garanzie concrete, ma è sufficiente firmare un documento.


Il mutuo aziendale per operazioni sul capitale


Come detto, quindi, il mutuo aziendale può essere stipulato per acquistare un immobile oppure dei macchinari. Oltre a queste finalità, però, le imprese possono anche ottenere un finanziamento per effettuare l’aumento di capitale o ricapitalizzazione. Questo chiaramente è un tipo di investimento un po’ rischioso, ma può rappresentare una soluzione in caso di mancanza di liquidità. Anche in questo caso il finanziamento può avere una durata compresa fra i 10 e i 15 anni.


Una volta informati sulle varie tipologie di mutuo aziendale sul mercato si può inoltrare la richiesta a una banca. Per trovare le offerte di mutuo aziendali più convenienti può essere utile avviare le proprie ricerche confrontando i vari prodotti su internet facendo sempre attenzione ai tassi d’interesse e alle condizioni contrattuali.






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domenica 11 maggio 2014

Bonus IRPEF: partenza con dubbi

Il Bonus IRPEF rappresenta un incremento delle retribuzioni per i lavoratori dipendenti ricompresi in determinate fasce di reddito. Al momento resta una soluzione “temporanea” e per certi versi accelerata nei tempi in vista delle prossime elezioni europee.


Bonus Renzi fretta poche luci

photo credit: jpockele


I dubbi sul bonus IRPEF restano nonostante le foto semplicistiche e riduttive diffuse su twitter dal presidente del consiglio Renzi che pubblicando il fac simile di un cedolino di un dipendente pubblico credeva di aver risolto tutti i dubbi degli operatori (ma anche dei beneficiari). Ripercorrendo le tappe del Bonus IRPEF possiamo evidenziarne aspetti salienti e trarne alcune conclusioni.




Bonus IRPEF: Legge e prime scarne istruzioni


Il Bonus Irpef è stato introdotto con il Decreto Legge 66/2014 pubblicato in GU lo scorso 24 aprile, dando continuità nel nuovo Governo alla scorretta ed illegale prassi dell'abuso di decreto legge.


Il bonus Irpef rappresenta una maggiorazione della retribuzione per i lavoratori dipendenti di € 80 per coloro che percepiscono un reddito fino a 24.000 euro. Il bonus diminuisce fino ad azzerarsi per coloro che percepiscono dai 26.000 euro di reddito. Nessuna misura è prevista per gli incapienti.


Per cercare di fare chiarezza, visti i tempi brevi per l’operatività del bonus in attesa della conversione del decreto, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate (con circolare 8/E) dando le prime istruzioni operative.


Il bonus IRPEF secondo la Fondazione studi dei CdL


Anche la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha riepilogato in una propria circolare gli aspetti salienti del nuovo Bonus Irpef:




  • il bonus è un credito di imposta di 80€ da riconoscere da maggio a dicembre;

  • spetta per redditi fino a 26.000 euro ma non prevede nessuna spettanza per gli incapienti;

  • opera in automatico;

  • il lavoratore deve comunicare al datore l’esistenza di altri redditi che possono portare all’esclusione del beneficio;

  • il datore di lavoro potrà compensarlo con un apposito codice tributo;

  • nel caso in cui non sia presente il sostituto di imposta il lavoratore potrà richiederlo con la prossima dichiarazione dei redditi (si pensi ai lavoratori domestici).



I dubbi sul bonus IRPEF


Sul bonus Irpef restano ancora molteplici dubbi. Le aziende di software stanno aggiornando i propri sistemi e, considerazione personale, hanno deciso di posticipare l’introduzione degli update per l’erogazione del bonus per il prossimo mese, in particolare con le retribuzioni relative al mese di maggio e non per le retribuzioni erogate nel mese di maggio che in molti casi fanno riferimento ad aprile, per avere più tempo e cercare di ottenere risposte agli innumerevoli quesiti.


La fretta anche in questo caso ha creato caos e confusione. Il provvedimento che ha cercato di dare ossigeno ad una fetta dei lavoratori dipendenti sta diventando un caso e le soluzioni non sono ancora vicine. La scelta del decreto Legge per un provvedimento del genere è totalmente sbagliata, i tempi estremamente brevi rappresentano l’ennesimo errore dei governi che continuano ad improvvisare soluzioni aprrossimative che evidenziano le scarsa visione strategica della classe politica in materia fiscale e del lavoro.






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martedì 6 maggio 2014

Internet Mobile per Partita IVA: soluzioni con chiavetta

L’uso di internet mobile è fondamentale per un lavoratore con partita Iva che vuole navigare sul web anche in mobilità con pc o tablet. Per risparmiare sulle tariffe adsl bisogna confrontare-le-offerte-di-Fastweb o di Telecom Italia, ma il consiglio per un professionista è quello di dotarsi di una chiavetta internet con almeno 5 Gb di traffico, che permetta di navigare per diverse ore al giorno a un prezzo competitivo.


Internet mobile per partita IVA: i risultati dai comparatori


Internet mobile partita IVA


Grazie al comparatore di offerte di telefonia SuperMoney, l’unico accreditato dall’Agcom, abbiamo effettuato un confronto di chiavette internet per trovare la migliore soluzione per un lavoratore con partita Iva. La simulazione è effettuata sulla città di Roma e la chiavetta consente una navigazione con internet mobile per almeno 5 Gb di traffico. Al momento le offerte più convenienti sono di Fastweb, Wind e Tre, ma vediamole nel dettaglio.



Internet Mobile per Partita IVA secondo Fastweb


L’operatore Fastweb propone una chiavetta internet in abbonamento al prezzo di 13,8 euro al mese. Con questo prodotto si avrà la possibilità di navigare fino a 15 Gb al mese senza costi aggiuntivi. La durata minima del contratto è di 24 mesi, ma solo se si acquista un router. In ogni caso non sono previste penali di rescissione del contratto.


La seconda posizione è occupata da Wind che propone la tariffa “Plus” in abbonamento a 15 euro al mese. Con questo piano tariffario si avrà una chiavetta internet per navigare fino a 10 Gb al mese alla velocità massima di 21,6 Mbps. Se non avete ancora un tablet il consiglio è di informarsi sul sito di Wind per acquistarne uno in abbonamento.


In terza posizione, invece, troviamo l’offerta di Tre Italia che propone un abbonamento sempre a 15 euro al mese per navigare fino a 20 Gb al mese. In alternativa al prezzo di 19 euro al mese si può avere una chiavetta internet per navigare fino a 30 Gb al mese. Anche in questo caso è possibile abbinare il piano tariffario all’acquisto di un tablet.


Internet mobile per Partita IVA: conclusioni


Come detto, quindi, avere una connessione internet mobile veloce e con molto traffico dati è fondamentale per un lavoratore con partita Iva. Come si evince dal confronto, risparmiare è possibile, basta scegliere fra le varie offerte sul mercato la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Sicuramente c’è da considerare la capacità di navigazione della chiavetta internet e bisogna valutare di quanti Gb al mese si necessita per il proprio lavoro.


Con una chiavetta da 5 o 10 Gb si avrà la possibilità di navigare su internet senza problemi e scaricare anche allegati pesanti dalla propria mail. Nel caso in cui però si navighi per più di 10 ore al giorno scaricando allegati e file pesanti come video, foto o audio sarà forse meglio scegliere una chiavetta con almeno 15 Gb per stare più tranquilli e non rischiare di sforare con l’uso del traffico incluso nella tariffa. In ogni caso questi sono costi da valutare in sede contrattuale. Leggere attentamente il contratto di abbonamento è infatti un dovere per il consumatore che deve tenere in considerazione tutte le clausole e le variabili dell’offerta. Se le condizioni non ci convincono forse sarà meglio optare per un altro operatore oppure trovare un’altra soluzione per navigare su internet. In ogni caso con il test misura internet dell’Agcom è possibile verificare l’effettiva velocità di navigazione e valutare se è quella precisata nel contratto.






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domenica 4 maggio 2014

Fattura Elettronica: si cambia

Nel decreto IRPEF il governo Renzi è intervenuto anche sulla fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione. Le modifiche sono sia di natura tecnica che operativa: esse riguardano: il tracciato informatico del flusso per la fattura elettronica, sia il calendario che introduce l'obbligo di adeguamento alla fattura elettronica per le amministrazioni locali.


Fattura elettronica: due nuovi campi nel tracciato


Fattura elettronica

photo credit: razorfrog


Il tracciato FatturaPA che rappresenta lo standard informatico per la trasmissione dei flussi documentali, si arricchisce di due nuovi campi obbligatori che avranno lo scopo di fornire ulteriori informazioni al sistema di interscambio e garantire un monitoraggio più completo su gare e progetti. I due campi del tracciato identificheranno il CIG, ossia il codice identificativo di gara, ed il CUP ossia il Codice Unico di progetto. L'indicazione dei codici CIG e CUP, garantendo maggiore tracciabilità dell'operazione avranno un ruolo importante anche in tema di certificazione del credito, in quanto queste fatture potranno essere acquisite dalla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio automatico delle certificazioni dei crediti verso le Pubbliche Amministrazioni.


Fattura elettronica negli enti locali


Renzi gioca d'anticipo anche sugli obblighi di adeguamento alla fattura elettronica per gli enti locali. Gli enti locali dovranno adeguarsi alla fattura elettronica entro il prossimo 31 marzo 2015. Anche questa anticipazione lascia intendere che il governo conta molto sulla fattura elettronica per un maggiore controllo sulla spesa pubblica.






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giovedì 1 maggio 2014

Assicurazione Auto per la Flotta Aziendale

Trovare l’assicurazione auto per la flotta aziendale rappresenta una necessità per ogni imprenditore. Il mondo assicurativo versa ancora in condizioni precarie: gli incidenti stradali sono sempre più frequenti, la pericolosità delle strade aumenta e allo stesso tempo aumentano anche i premi assicurativi. Risparmiare sui costi dell’assicurazione auto per la flotta aziendale diventa quindi una priorità.


assicurazione auto per la flotta aziendale

photo credit: Lee Cannon


Confrontare l’assicurazione auto per la flotta aziendale


Confrontare le offerte delle compagnie è una soluzione utile sia per il singolo automobilista che per un’azienda: il confronto dettagliato potrà agevolare la scelta dell’assicurazione auto più adatta per le proprie esigenze. Il confronto può essere effettuato anche tra che lavorano esclusivamente online, come Quixa, e compagnie tradizionali come Generali che lavorano molto sul territorio.


Scegliere l’una o l’altra compagnia potrebbe fare la differenza perché di solito, i prodotti delle compagnie online sono privi di costi di apertura e di gestione della pratica assicurativa: mancando l’intermediazione fisica tra il cliente e la pratica mancano ovviamente, anche i costi per il servizio, basato tutto sulla gestione virtuale.


Se trovare una soluzione conveniente è difficile per il singolo, si pensi a cosa può significare trovare l’assicurazione auto per la flotta aziendale in quanto oltre che al risparmio l’azienda deve tutelare i propri dipendenti. Il giusto compromesso alla fine si trova ma l’iter è lungo: prima di tutto, partire dall’offerta esistente e verificare che sul mercato ci siano delle promozioni valide per questi casi. Su internet la ricerca sarà più semplice e veloce perché i mezzi per confrontare sono davvero tanti (si pensi ai comparatori di tariffe online gratuiti).


Assicurazione auto per la flotta aziendale sospendibile


Altra variabile importante nella scelta dell’assicurazione auto per la flotta aziendale è rappresentata dalle polizze sospendibili che permettono di stabilire in anticipo in quale periodo dell’anno si vuole sospendere l’assicurazione per l’auto, permettendo all’assicurato di pagare di meno il premio. Sapere in quali periodi l’azienda rimarrà chiusa e quindi la flotta auto aziendale inutilizzata, potrà far risparmiare molto sulle polizze.



Garanzie accessorie per l’assicurazione auto della flotta aziendale


L’altro obiettivo dell’azienda è poi quello che vede la tutela dei propri dipendenti alla guida: sicuramente abbinare alla polizza auto garanzie accessorie come gli infortuni al conducente o l’assistenza stradale, potrebbero aiutare l’azienda a prestare attenzione anche alle risorse umane del proprio asset.


Le scatole nere, sono sicuramente un altro strumento a favore del risparmio e della tutela dei dipendenti perché, nello stesso momento, riescono a far risparmiare sui costi del premio assicurativo e a tutelare il dipendente alla guida nel caso di un incidente.


La scatola nera, installata nel vano motore delle auto aziendali, registrerà l’andamento delle auto e tutte le informazioni riguardanti la guida, le strade, gli incidenti con altri mezzi e le performance (sbagliate o meno) dei vostri dipendenti.






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